Archivio per Comunità

Grazie!

Da parte di tutta la comunità un sentito e doveroso ringraziamento a tutti coloro che hanno permesso di svolgere una buona settimana santa. Dai cori che hanno accompagnato e sottolineato in maniera forte e adeguata i vari momenti liturgici a chi si è dato da fare dietro le quinte perché tutto fosse al suo posto e tutto filasse nella maniera giusta. Dai chierichetti e a chi li ha seguiti nella questua e nelle celebrazioni ai giovani che hanno animato la via crucis per il paese. Da chi ha accompagnato il Santissimo nella processione del martedì santo a chi ha preparato il rinfresco finale dopo la veglia. le persone coinvolte erano tante e il contributo di tutti è gradito e prezioso.

Grazie! Don Demis.

 

La Settimana Santa 2018

GIVEDI’ SANTO: ore 16.00 Pasqua Dell’Anziano – ore 19.30 S. Messa in Coena Domini

VENERDI’ SANTO: ore 15.30 Liturgia della Passione (messa secca) ore 21.00 Via Crucis

SABATO SANTO: ore 21.00 Veglia Pasquale – La Madre di tutte le Veglie

Rinnovo Consiglio Pastorale Parrocchiale

Ecco la lettera che in questa settimana sarà recapitata a tutte le famiglie…..

Tradizionale falò “dea Vecia”

Come ogni anno il 6 Gennaio aspettiamo tutti per BRUSARE EA VECIA!!!

Le Sante Messe a Natale

MESSA NELLA NOTTE DI NATALE
DOMENICA 24/12/2017 VIGILIA DI NATALE
ORE 22.30 Inizio della Veglia di Natale
ORE 23.00 Inizio della S. Messa di Natale

NATALE DI NOSTRO SIGNORE
LUNEDÌ 25 DICEMBRE 2017
S. MESSE: ORE 8.00 – Per le Famiglie in difficoltà.
ORE 9.30 – Per i Ragazzi e i Bambini abbandonati.
ORE 11.00 – Per la Nostra Comunità.
ORE 16.00 – Per gli Ammalati.
ORE 18.00 – Perché gli uomini credano al Mistero del Natale

Il Bollettino di questo periodo….

… in modalità provvisoria…

 

Ciao CHECCO.

Alle 17.00 di ieri pomeriggio (26/10/2017) è mancato Francesco Maniero per tutti conosciuto come “Checco di Discoshop” un uomo di grande cuore soprattutto con i più deboli, sempre pronto a rimboccarsi le maniche per gli altri e prima ancora marito, padre e nonno affettuoso. La comunità di Roncaglia, riconoscente all’operato di Francesco in vari ambiti (presepio, scuola materna, sagra, ecc…), si stringe intorno alla famiglia in particolare alla moglie Lucia alle figlie e ai nipoti.

I funerali avranno luogo Lunedì 30 ottobre alle ore 10.00 nella chiesa parrocchiale di San Basilio Magno – Roncaglia

Il saluto di don Francesco a Roncaglia

 

 

Cari amici di Roncaglia,

                                 nel momento di salutarvi dopo un anno di permanenza tra voi come vostro parroco, volevo anzitutto ringraziarvi come Comunità e come singoli per il tratto di strada percorso insieme. Ora la Chiesa di Padova mi manda a svolgere il ministero di parroco a Natività e ad essere responsabile della Scuola diocesana di Teologia per laici. Se ci sembra piuttosto singolare il cambio dopo solo un anno, dobbiamo considerare alcuni aspetti importanti per capire questi fatti. È in atto anzitutto un cambio radicale nella figura del parroco. Complice il notevole calo numerico dei preti in attività rispetto al numero delle parrocchie, anche la nostra Diocesi, come tante altre in Italia hanno già fatto negli anni scorsi, si trova a dover mettere insieme più Comunità con un solo prete a loro servizio; oppure, come nel mio caso, ad affidargli una parrocchia e insieme un altro servizio diocesano. Sono lontani i tempi in cui c’era un parroco per ogni parrocchia, il cui servizio durava una vita, e il pastore diventava un padre della Comunità, tanto da essere comune l’espressione che un parroco “sposava” la sua parrocchia. L’esperienza di don Sergio e quella vicina di don Pierangelo a Voltabarozzo sono tra gli ultimi esempi di un modo diverso di esprimere il servizio pastorale in tempi in cui il clero era abbondante. C’è un altro aspetto da considerare, come premessa, e cioè che il turn over dei preti oggi è motivato non solo da dati numerici o dalla necessità di accorpare le parrocchie, ma anche da un modo diverso di intendere la figura stessa del prete a servizio della Comunità. Non è più il parroco il centro, ma la Comunità stessa, con il Consiglio Pastorale e le varie persone responsabili dei settori operativi della parrocchia. Il sacerdote è un fratello cristiano, consacrato nel servizio, che si affianca per un tratto di strada alla vita della Comunità, vi porta il suo contributo originale, offre le sue capacità e certamente anche i propri limiti. Poi lui passa, mentre la Comunità resta. Anche il cambiare ha la propria importanza: dopo alcuni anni aiuta il prete come persona a rinnovare la propria scelta, chiamato ancora una volta a “lasciare le reti e seguire” il Maestro, mentre la parrocchia “cambia voce” e anch’essa si rinnova nel confronto con una persona diversa. È in quest’ottica e dentro questo “modello” di Chiesa che si può leggere anche il cambio che sono chiamato a fare. Non che sia facile, lo confesso, come non è stato semplice l’anno scorso lasciare la parrocchia di san Paolo e venire a Roncaglia, come non sarà facile “ripartire” a Natività. Questo però è il cammino che attende un prete oggi. In ascolto delle richieste della propria Diocesi, capace di prendere spesso le valigie, non legato da poteri consolidati nel tempo, disponibile alle necessità pastorali in un tempo di cambiamenti veloci. Così è avvenuto anche per me quest’anno. Vi invito a fare questa analisi razionale dei fatti, anche per evitare ipotesi e congetture che assomigliano più ad una telenovela o ad un poliziesco televisivo che alla realtà. I fatti, dunque. Durante l’estate l’esigenza di sistemare la situazione di diverse parrocchie spinge la Diocesi a chiedere a don Demis, parroco di Roncajette, di occuparsi della parrocchia della Natività in Padova. Le soluzioni previste, però, per la parrocchia di Roncajette non vanno in porto e la situazione di incertezza provoca ripensamenti. A questo punto si rende necessaria una revisione globale dallo sguardo più ampio, e vengo individuato io come il più adatto a gestire insieme la parrocchia della Natività e la Scuola di Teologia, mentre a don Demis viene chiesto di allargare la sua azione pastorale tenendo insieme le due Comunità di Roncaglia e Roncajette. Quindi il 2 settembre scorso il Vescovo Claudio mi ha esplicitato la proposta. Ho riflettuto molto sulla richiesta e ho chiesto consiglio. Non volevo opporre un rifiuto alla richiesta del Vescovo e contemporaneamente mi dispiaceva lasciare un servizio appena iniziato. Ho considerato che don Demis ha la mia stessa formazione e condividiamo le stesse idee pastorali, quindi ho pensato che il percorso di rinnovamento pastorale che avevo iniziato quest’anno a Roncaglia non avrebbe subito uno stop se lo continuava don Demis, come pure sarebbe proseguita l’attenzione ai ragazzi e ai giovani con cui don Demis è veramente competente. Ho scelto dunque, con tutta la fatica che comporta, di dare credito alla richiesta del Vescovo e passare il testimone di Roncaglia a don Demis. Mentre parto mi porto nel cuore un anno ricco: le varie iniziative e la sincera amicizia con i ragazzi, la riscoperta del patronato come casa della Comunità, la celebrazione dei Sacramenti serena e piena di festa. Contemporaneamente ricordo anche gli interventi tecnici di ristrutturazione e razionalizzazione degli spazi in canonica, la messa a norma di sicurezza di tutto il patronato, alcuni interventi per rendere più confortevoli gli appartamenti di don Sergio in asilo e di don Giorgio in patronato; tutti lavori affrontati senza creare debiti grazie all’attenta gestione finanziaria precedente di don Sergio. Ci siamo regalati anche la riscoperta e la valorizzazione di tre opere storico artistiche in chiesa: il battistero, la pala di san Basilio, la pala di san Giuseppe, e la loro ricollocazione alla vista di tutti. Non sempre è stato un anno facile per me: arrivare in una parrocchia dopo una leadership lunga quasi quarant’anni comporta la fatica di adattarsi al nuovo, come persona, come mentalità, come idea pastorale e come progettualità d’insieme. È chiaro che possono insorgere resistenze o incomprensioni, ma ho anche gradito l’apprezzamento da parte di molte persone. È stata importante la presenza al mio fianco di don Sergio e don Giorgio, che colgo qui l’occasione per ringraziare, e che resteranno ancora a servizio della Comunità insieme a don Demis. Quello su cui ho puntato più di tutto, a volte anche a costo di rinunciare ad affermazioni personali, è stato creare un clima sereno e accogliente, nella collaborazione, negli ambienti della parrocchia, nelle attività proposte, nei momenti di celebrazione liturgica. Vorrei tanto che questo fosse anche il clima con cui ci salutiamo, e insieme uno stile che rimane nel tempo come un impegno profondo di tutta la Comunità. Sotto un certo aspetto, se guardiamo bene, è questo uno dei modi migliori di presentare e vivere il Cristianesimo oggi, nel nostro contesto culturale fatto spesso di corse senza fine e di conflitti espliciti o latenti. La serenità e l’accoglienza, anche di chi non la pensa come noi, la disponibilità a lavorare insieme, anche se non si è protagonisti assoluti ma solo semplici volontari, sono stili importanti che ci offrono il respiro largo della libertà. Liberi dal successo come dall’insuccesso, non è questa la nostra misura. Il nostro metro è quanto amore ci mettiamo nelle cose. Vi assicuro che vi ho voluto tanto bene in quest’anno e che ne sono stato ricambiato. Ora che le nostre strade si separano, vi assicuro che l’amicizia costruita quest’anno resterà reciprocamente viva. Vi auguro di accogliere con affetto don Demis e scoprire le sue bellissime qualità di prete e di pastore. Vi chiedo di sostenerlo con la consapevolezza che il suo doppio incarico non è una passeggiata. Ma oggi è così. Siamo tutti sul sentiero, cristiani laici e preti, Comunità cristiane e territorio, Chiesa e società civile. Siamo chiamati, ognuno nel proprio ruolo, ad essere un raggio di luce per il mondo in cui viviamo. Con l’immagine di un raggio che buca le nubi dopo la pioggia e di una strada che si apre davanti a noi, ci salutiamo e ci auguriamo reciprocamente buon cammino. Ci accompagna il Signore che per noi è morto e risorto e apre sempre davanti a noi una strada splendente di luce.

 

Roncaglia, domenica 24 settembre 2017.

don Francesco Tondello

 


 

Don Francesco celebrerà l’ultima sua messa a Roncaglia domenica 24 settembre alle ore 11.

“A Roncaglia è stato chiesto un sacrificio”

Riceviamo e pubblichiamo:

Quale membro del consiglio pastorale parrocchiale e collaboratore della parrocchia di Roncaglia e non ultimo da semplice parrocchiano, A TITOLO PERSONALE vorrei esprimere il mio dolore nel leggere e sentire che su questa vicenda ognuno ha la verità in tasca!!! Arrivando in alcuni casi ad offendere la dignità delle persone! (Le offese non sono solo le parolacce!).
Alla parrocchia di Roncaglia e a Don Francesco che si stavano accingendo ad iniziare il nuovo anno pastorale è stato chiesto un grande SACRIFICIO, ed è stato chiesto in tempi ristrettissimi.
Alla Parrocchia è stato chiesto di privarsi del nuovo parroco con il quale si era intrapreso un agire con metodologie diverse senza rinnegare del tutto il passato. A don Francesco è stato chiesto di rinunciare alla parrocchia da poco affidata e con la quale si accingeva a raccogliere i frutti del primo anno di lavoro insieme, per mettersi al servizio della diocesi in altri 2 compiti lasciati sguarniti all’improvviso, per varie ragioni.
Come si dice… “un parroco e un sindaco fanno sempre contenti tutti: metà quando arrivano e metà quando vanno via”… con questo voglio dire che le difficoltà non sono mancate in questo anno, ma sicuramente nulla hanno a che vedere con tutta questa vicenda.
Ripeto la diocesi di Padova ha chiesto alle parti in causa un sacrificio così grande che facciamo molta, tanta, fatica tutti a capire, ma la questione si basa tutta qui. Nessuno ha mandato via nessuno e nessuno è scappato da nessuno!!!!
Roncaglia è una comunità coriacea che da questa vicenda trarrà spunto per guardare avanti con più energia insieme ad una nuova guida, don Demis che siamo pronti ad accogliere a braccia aperte per collaborare, facendo germogliare i semi gettati da Don Francesco in questo anno.


Leonardo Gasparin, presidente circolo NOI Roncaglia

Don Demis Ballotta nuovo parroco di Roncaglia

Nuovo cambio di parroco a Roncaglia.

A meno di dodici mesi dal suo arrivo nella comunità di San Basilio, è stato chiesto al parroco don Francesco Tondello di assumere il ministero di guida della comunità della Natività, nel vicariato San Giuseppe.

Don Francesco saluterà la parrocchia domenica 24 settembre.

Il nuovo parroco di Roncaglia sarà don Demis Ballotta, che conserverà anche il suo ruolo di parroco a Roncajette. Don Demis farà il suo ingresso, “l’immissione in possesso” a Roncaglia l’ultima domenica di ottobre.

Ringraziamo don Francesco per il suo impegno nell’ultimo anno e diamo il benvenuto a don Demis.