Archivio per Vangelo

L’arte di perdonare è difficile ma non impossibile

XXIV domenica del Tempo Ordinario

Leggiamo il Vangelo e accogliamo la risposta di Gesù a Pietro. Ascoltiamo il nostro cuore e chiediamo a Cristo Gesù di saper perdonare, incominciando dalla nostra famiglia, dai nostri cari…

E Gesù rispose alla domanda di Pietro:

«Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette».

 

La correzione fraterna è un dovere da compiere con discrezione e carità

Domenica XXIII del Tempo Ordinario

D’altra parte, quando il male dilaga e diventa ostinato, allora tutta la Comunità è interessata alla correzione fraterna, per vigilare e non lasciarsi contagiare dal male.
«Se tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo, se ti ascolterà avrai guadagnato tuo fratello».

Portare la Croce ogni giorno sulle orme di Cristo

Domenica XXII del Tempo Ordinario

Oggi la liturgia ci presenta una realtà per noi difficile da accogliere: il frequente verificarsi della mancata coincidenza della volontà di Dio con i nostri desideri.

Il Signore Gesù nel Vangelo ci fa comprendere che la salvezza passa attraverso la croce. Non meravigliamoci se la nostra vita è segnata da gioie e dolori, speranze e delusioni.

Ogni discepolo di Cristo deve saper prendere su di sé la sua croce, via necessaria che porta alla gloria.

“Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”

Ma voi, chi dite che io sia?

Domenica XXI del Tempo Ordinario – Anno A

Il Vangelo ci parla di San Pietro: egli vive nella serie ininterrotta e legittima dei suoi successori nella sede apostolica di Roma.

Qui Pietro diede a Cristo con il martirio la testimonianza suprema. Oggi non manchi la nostra preghiera per Papa Francesco e la sua missione.

Agosto – mese dedicato al Padre – Abbà, Mio Dio

Chiamarti “Padre” non mi basta più. Adesso voglio entrare nel tuo Regno e stare lì, vicino al Figlio tuo per dirti insieme a Lui anch’io “Abbà”.

“Papà”, Ti dice in me quel desiderio che sempre più si espande e scende in fondo lì dove Tu m’hai dato appuntamento e quasi Ti diverti a star con me.

Lo sento che nel fondo del mio cuore hai posto la tua splendida dimora.

Te ne ringrazio e intanto ne gioisco e voglio camminare insieme a Te.

Da questo nasce in me una grande pace perché sol che Ti chiamo “Sommo Iddio”. Oppure se Ti penso “Mio Signore”, Tu allor mi dici: “Chiamami Papà”.

(D. Alberto Mariani)

I piccoli – XIV del Tempo Ordinario

Chi ha davanti Gesù quando parla? Folle di gente semplice, forse un po’ di curiosi, qualcuno che cerca un miracolo, qualche amante del sensazionale. Ma la maggior parte dei presenti sono persone che cercano.

Una parola serena, un volto di Dio diverso da quello triste e punitivo che offrivano i sacerdoti nel Tempio e diverso anche dal Signore delle leggi e delle regole dei rabbini, il sabato in sinagoga. Un’aria libera e fresca. E lo stanno ad ascoltare, entra questo soffio di vita nei loro cuori. Si, il padre ha scelto voi, i piccoli, gli ultimi, quelli che non contano nelle stanze del potere Romano a Cesarea o nella vecchia leadership religiosa del Sinedrio a Gerusalemme.

Venite a me, io vi ristorerò. Io riempirò i vostri cuori di quella serenità e di quella forza che non c’è altrove. Ieri come oggi. anzi forse di più oggi. La nostra generazione ha un bisogno profondissimo e radicale di questa parola di serenità, dell’abbraccio di un Dio che per noi si fa creatura, che viene a condividere il nostro sentiero. Senti quella forza dolce e solida che ti avvolge. Nel nostro andare normale. Una luce davvero unica.

Una scoperta

samaritana

L’incontro con la Samaritana al pozzo di Sicar è una scoperta per gradi. Ma chi è questo che mi chiede da bere? Mi domanda acqua e mi dice che lui ha una sorgente di acqua viva? Dov’è questa sorgente? Dimmelo che non torni qui ogni giorno al pozzo. Ma tu sai tante cose di me. Sei un profeta? È di un’altra sete che io ti parlo… della sete di Dio, del desiderio d’infinito che c’è dentro di te, dentro ciascuno di noi. Ma sei per caso il Messia? È un cammino… un passo alla volta per scoprire che Gesù di Nazareth è il Figlio di Dio venuto nel mondo. E lei, la Samaritana dalla vita incerta, corre in città ad annunciarlo.

Siamo anche noi a quel pozzo, alla ricerca di sorgenti nel deserto della nostra vita. E Lui è là. Ci aspetta. Incrocia la nostra vita nella normalità del quotidiano e là si rivela acqua viva per la nostra sete. Una scoperta. Anche per noi, assetati di significato per il nostro andare. Lui è sorgente che ci disseta nel sentiero, è acqua che feconda  la nostra terra arida.

Partire per un cammino

gesù-desertoScende nel deserto di Giuda. Lascia a Gerusalemme le comodità della città e i suoi servizi. Cosa va a fare nel deserto? Gesù di Nazareth deve decidere che “tipo” di Messia vuole essere.

C’è un progetto del Padre, chiaro fin dalla grotta di Betlemme, nel silenzio degli anni di Nazareth, dalla fila con i peccatori al fiume Giordano. Ma c’è anche l’attesa della gente, del suo popolo Israele: quella di avere un Messia forte, potente, un condottiero liberatore, uno che a forza di miracoli faccia vedere chi è davvero. Ma sono proprio queste le tentazioni.

E Gesù fa la sua scelta. Nel silenzio del deserto decide: seguirà il progetto del Padre, fino alla croce. Noi oggi iniziamo un cammino. Nella cenere vogliamo bruciare le sterpaglie e le foglie secche del nostro cuore per aprirci ad una nuova primavera.

Nell’acqua dell’aspersione il ricordo del battesimo e l’immagine della pioggia delicata che feconda la terra in questa stagione. Con i ragazzi di quinta riviviamo l’abbraccio del perdono di Dio…

“Non preoccupatevi”

uccelli_migratoriLe immagini sono belle, stupende. Gli uccelli che volano liberi nel cielo, i colori dei fiori del campo, sembra per un attimo di essere dentro a quella natura pulita che spesso oggi è un ricordo. Ci piace un Maestro attento nell’accarezzare con la poesia la bellezza della natura. Ma dietro le immagini affasci-nanti il messaggio è profondo. Cosa significa vivere la serenità oggi? Cosa vuol dire “non preoccuparsi” per noi uomini di questo tempo che sembriamo invece vivere di preoccupazioni?

Il Padre vostro sa di cosa avete bisogno. Non preoccupatevi del cibo e del vestito (oggi potremmo tradurre dell’immagine e della griffe). Vivere fidandoci di quella che la generazione pas-sata chiamava “la provvidenza”, che cosa sarebbe? Ingenuità? Essere fuori dal mondo? Vivere in una dimensione da sogno? Restiamo ancorati alla nostra realtà. Sicuramente. Non ci facciamo illusioni. Non ci nascondiamo la quotidiana guerra. Ma non siamo soli. C’è un Dio  che sempre ci prende per mano.

“Ma io vi dico…”

ma io vi dicoSembra quasi un ritornello questo “ma io vi dico”. Come se il Maestro di Nazareth volesse dare una svolta, girare pagina rispetto ad una religione ridotta a regole fredde, a formalità osservate per paura, senza un fuoco d’amore sotto. Il fratello invece del generico “altro”. Il perdono al posto della vendetta.

Ricostruire un rapporto contro un’indifferenza glaciale. Amare chi ti vuole male. Vincere il male con la luce del bene. Cosa sono? Sogni? Utopie irrealizzabili? Semplicemente quel pacchetto di belle parole che vengono dette in chiesa… ma la vita fuori è un’altra cosa?

Oppure sono una proposta. Un modo di vivere più umano che tu puoi scegliere. Non ti viene imposto. Non sono una legge, sono uno stile di vita. Vincere il male che ti circonda con un gesto d’amore, spegnere l’odio con un sorriso, non sono cose impossibili. Sono una scelta. Difficile? Sicuramente impegnativa. Ma è altrettanto grande la serenità che porta. È un raggio di luce in una notte di nebbia.