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Il bollettino parrocchiale dal 29 giugno al 26 luglio

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Don Sergio… (e le rime)

Nelle settimane scorse Don Sergio si è dilettato in una delle sue passioni, scrivere versi in rima… ecco il risultato del suo “lavoro”. Un Grazie dalla Comunità.  

Il bollettino parrocchiale dal 15 al 28 giugno

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Il bollettino parrocchiale dall’1 al 14 giugno

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Il bollettino parrocchiale – edizione straordinaria – del 23 maggio 2020

Il bollettino parrocchiale – edizione straordinaria – del 23 maggio 2020

Il commento al Vangelo di domenica 22 marzo 2020

 

Dal Vangelo secondo Giovanni, Gv 9,1-41

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».
Detto questo, sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: «È questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?». I genitori di lui risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha l’età, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi genitori, perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Ha l’età: chiedetelo a lui!».
Allora chiamarono di nuovo l’uomo che era stato cieco e gli dissero: «Da’ gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo». Allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?». Rispose loro: «Ve l’ho già detto e non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?». Lo insultarono e dissero: «Suo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosè! Noi sappiamo che a Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove sia». Rispose loro quell’uomo: «Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nulla». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori.
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui. Gesù allora disse: «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane».
Parola del Signore.

Nota della Penitenzieria Apostolica circa il Sacramento della Riconciliazione nell’attuale situazione di pandemia, 20.03.2020

«Io sono con voi tutti i giorni»

(Mt 28,20)

La gravità delle attuali circostanze impone una riflessione sull’urgenza e la centralità del sacramento della Riconciliazione, unitamente ad alcune necessarie precisazioni, sia per i fedeli laici, sia per i ministri chiamati a celebrare il sacramento.

Anche in tempo di Covid-19, il sacramento della Riconciliazione viene amministrato a norma del diritto canonico universale e secondo quanto disposto nell’Ordo Paenitentiae.

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Riflessione sul suono delle campane (e non solo)

Stiamo vivendo un’esperienza importante che sicuramente ha i contorni di un evento epocale, mai successo prima in questi termini e che passerà sicuramente alla storia. Come tante vicende successe negli anni e nei secoli scorsi, anche questa volta tutto passerà, ma è evidente che lascerà un segno indelebile nella nostra società e in ognuno di noi. Ne usciremo, ma saremo profondamente cambiati, nelle questioni personali come nei rapporti sociali, nel modo di intendere la società, le relazioni, la sanità, la politica, l’economia e tutti gli ambiti della vita di ogni giorno.

In un tempo come questo tante sono le paure, che a volta diventano anche angoscia, per sé e per i propri cari. Tante sono le emozioni che ci attraversano e che lasceranno il segno nel nostro animo. Ma è anche l’occasione per ritrovarci, con noi stessi e nel nostro rapporto con i familiari e con gli altri, per riscoprire quei valori umani e cristiani che la vita ordinaria ha forse un po’ offuscato. Come dice anche papa Francesco, ci è data la possibilità di ritrovare, tramite i piccoli gesti di solidarietà familiare e sociale, i grandi valori e il grande amore che Dio ha per ognuno di noi e che si rende presente al di là delle nostre richieste e delle nostre aspettative.

Un pensiero e una preghiera costante va a coloro che soffrono, sia per il coronavirus, sia per altre patologie più o meno importanti, a coloro che non ce l’hanno fatta, ai loro familiari, a tutte le persone che stanno lavorando e si stanno letteralmente donando per il bene di tutti, medici infermieri ricercatori forze dell’ordine e protezione civile, lavoratori di tutti i settori che sono ritenuti necessari anche in questo momento, i politici e tutte le persone che ci governano, a tutti i livelli, che in questi momenti sono chiamate a prendere decisioni difficili per il bene di tutti.

Anche la nostra fede sta vivendo un momento di passaggio, sia a livello personale che comunitario: tante sono le domande che sicuramente affiorano nella nostra vita; anche a livello comunitario il fatto che non ci si possa incontrare e vivere insieme la nostra fede e il nostro essere comunità cristiana, che non si possano celebrare insieme i momenti di festa come i momenti dolorosi del lutto, lascerà un segno in ciascuno. In una parola, stiamo vivendo una vera e propria quaresima, sotto tutti i punti di vista, come mai prima d’ora.

Un piccolo segno, che pensiamo però possa assumere un importante significato simbolico e che come comunità vogliamo che continui a rimanere presente, è il suono delle campane. Vi sarete accorti che nonostante in chiesa non si celebrino momentaneamente le messe e gli altri incontri di preghiera, le campane suonano ugualmente. È questa una scelta che si è fatta per continuare a sentirci uniti al di là della lontananza fisica cui siamo costretti in questo periodo. È un modo per invitare ad un momento di raccoglimento e di preghiera personale, che in tal modo può diventare comunitario, proprio nei momenti in cui si era soliti a celebrare l’Eucaristia. È un modo per ribadire la presenza e la vicinanza della comunità, che diventa simbolo della vicinanza di Dio, “nelle gioie e nelle speranze, nelle tristezze e nelle angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono”. È in qualche maniera un flash mob ante litteram, che la chiesa ha da sempre utilizzato nei momenti belli e in quelli più difficili della sua lunga storia. E oggi che lodevolmente tutti si danno appuntamento via social ai terrazzi e alle finestre per cantare, per manifestare i propri sentimenti di ringraziamento a medici e infermieri e sentirsi in qualche maniera vicini, anche noi vogliamo utilizzare uno strumento che da sempre ha invitato al trovarsi insieme: allora specialmente con il suono della campana a mezzogiorno e alle otto di sera raccogliamoci per un pensiero tutti insieme e una preghiera a Maria, nostra mamma, perché ci aiuti e ci accompagni ed interceda presso Dio Padre per noi e per tutti.

E quando questa singolare quaresima sarà finita, sarà veramente più bello ritrovarci a festeggiare la Risurrezione e la Vita, dono di Cristo!

Un abbraccio fraterno a tutti

Pierpaolo Maritan

Filastrocca per i bambini…

Oggi Roberto Piumini compie 73 anni. L’Humanitas di Milano gli ha chiesto di scrivere di corona virus per i bambini, in modo rigoroso ma senza ansia e paura. Continue reading “Filastrocca per i bambini…” »

Il bollettino parrocchiale dal 2 al 15 marzo

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Il bollettino parrocchiale dal 17 febbraio al 1° marzo

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Il bollettino parrocchiale dal 3 al 16 febbraio

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Il bollettino parrocchiale dal 20 gennaio al 2 febbraio

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La Festa della Befana 2020

Grazie grazie grazie, a tutti x la straordinaria partecipazione alla festa della Befana 2020 della parrocchia di Roncaglia, una Comunità che si muove unita ottiene grandi risultati… Continue reading “La Festa della Befana 2020” »

Il bollettino parrocchiale dal 6 al 19 gennaio

Il bollettino parrocchiale dal 6 al 19 gennaio

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